NEURONI SPECCHIO ED INFLUENZE INTERSOGGETTIVE.

 

 

METODOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE E LE INFLUENZE GESTUALI NELLA COMINUCAZIONE.

COME SI IMPARA DAGLI ALTRI

E

COME SI SVILUPPA L'EMPATIA.

I NEURONI SPECCHIO SONO STATI SCOPERTI DA RIZZOLATTI ,SI TROVANO NELLE AREE MOTORIE DEL CERVELLO E DESCRIVONO ,IN TERMINI MOTORI, L'AZIONE CHE SI STA COMPIENDO NEL CERVELLO DI CHI OSSERVA IL SOGGETTO AGENTE.

QUINDI I NEURONI DELLE AREE MOTORIE DEL CERVELLO NON SONO DEPUTATI SOLO ALLA DETERMINAZIONR

DEL MOVIMENTO,

MA RISPONDONO ANCHE A STIMOLI VISIVI.

QUINDI SE UNA PERSONA COMPIE UN MOVIMENTO POSSO COMPRENDERNE L'INTENZIONE ANCHE SENZA COINVOLGERE PROCESSI COGNITIVI SUPERIORI.

 

PLASTICITA' NEURONALE.

PLASTICITA' NEURONALE

ED

INVECCHIAMENTO

LE NUOVE FRONTIERE

DELLA MEDICINA

DELL'INFORMAZIONE.

 

 

CONTRARIAMENTE A QUANTO SI CREDEVA NEL PASSATO IN OGNI FASE DELLA VITA IL SISTEMA NERVOSO PRESENTA LA TENDENZA ALLA PLASTICITA',CIOE' L'ADATTAMENTO AGLI STIMOLI.

1) SI POSSONO MODIFICARE I RAPPORTI  TRA CELLULE AL FINE DI RISPONDERE A CERTI STIMOLI.

2) ESISTE LA POSSIBILITA' DI CREARE SIA NUOVI NEURONO CHE CELLULE DELLA GLIA.

3) ESISTE LA 

 

 

IN OGNI PARTE DEL SISTEMA NERVOSO ESISTE LA PROPRIETA' DI  PLASTICITA' CIOE' ADATTAMENTO STRUTTURALE E FUNZIONALE DELLE CONNESSIONI NEURONALI.

IN ALTRI TERMINI  LA CAPACITA' DI RECLUTARE LE SINAPSI NEL TEMPO ONDE FORMARE CIRCUITI ADATTATIVI SEMPRE NUOVI ED IN GRADO DI FAR FRONTE ALLE ESIGENZE ADATTATIVE DEL SISTEMA BIOLOGICO.

E QUESTO AVVIENE IN TUTTE LE AREE CEREBRALI.

QUESTA PLASTICITA' PUO' AVVENIRE CON MODALITA' DIVERSE:

1) SI POSSONO MODIFICARE I RAPPORTI TRA I NEURONI NELLA RISPOSTA A STIMOLI DIVERSI.

2) SI PUO' CREARE UNA NEUROGENESI CIOE' CREARE NUOVI NEURONI  ED ANCHE CELLULE DELLA GLIA.

 

I FATTORI CHE STIMOLANO LA PLASTICITA' NEURONALE SONO :

1) MOVIMENTE INTEGRATIVO COSCIENZIALE ( VEDERE PIU' AVANTI LA DESCRIZIONE DI QUESTA METODICA.)

2) VISSUTO EMOZIONALE VARIO ED INTENSO.

3) VIVERE LE NOVITA'

4) MANTENERE L'ATTENZIONE FOCALIZZATA.

ATTIVITÀ’ FISICA E NEUROPLASTICITA’

 INTEGRAZIONE E COMUNICAZIONE

TRA

LE DIVERSE AREE CEREBRALI

 

Errata concezione che vede l’emisfero sinistro come quello logico-razionale e il destro come quello poetico e creativo.
Gli studi di neuroscienze dimostrano da anni ormai che le funzioni sono divise in modo differente e che gli emisferi lavorano quasi sempre in forte sinergia: ad esempio il sinistro è la sede del linguaggio verbale, ma si appoggia sulla competenza di comunicazione non verbale e sociale del destro.

 

 

 

 

 

 

Le abilità matematiche  ,per esempio,si trovano in entrambi gli emisferi, ma seguono processi diversi.

Gli istinti più primitivi sono in grado di bloccare affetti e razionalità, come le emozioni possono rispondere male se l’area che le governa è sovreccitata .

Questa superstimolazione può' nascere da una concatenazione logico-razionale quanto da un istinto primitivo.

TRONCO ENCEFALICO

DETTO ANCHE CERVELLO RETTILIANO.

DA ESSO PARTONO TUTTE LE UNDICI PAIA DI NERVI CRANICI(ESCLUSO IL NERVO OTTICO).

I NERVI CRANICI che  PARTONO dal tronco molto importanti sono:

NERVO VAGO (parleremo estesamente delle esercitazioni riguardanti il nervo vago.)

NERVO TRIGEMINO

QUESTI DUE ULTIMI NERVI RAPPRESENTANO UNA COMUNICAZIONEBI-DIREZIONALE

TRA CORPO E CERVELLO.

MODULANO IL LIVELLO ENERGETICO DELLE REGIONI CEREBRALI SUPERIORI CIOE':

SISTEMA LIMBICO

NEOCORTECCIA

La Corteccia Prefrontale -

decisioni e astrazione,

ma anche regolazione ​​

Questa è la corteccia tipica dell’essere umano;

solo nella nostra specie si è evoluta fino a questo punto.  ​​

Mentre le altre aree sono in qualche modo legate al corpo o alla realtà esterna, qui siamo in una realtà costruita solo a livello neuronale. ​​

Permette la creazione delle forme più astratte e simboliche di flusso di informazioni.

La corteccia prefrontale laterale

 

IMMAGINARE IN MODO REALISTICO QUALCOSA

VEDERE CON LA MENTE

permette il focus consapevole dell’attenzione.

In collaborazione con le capacità visive del lobo occipitale ci permette di “vedere” nella mente, ovvero di immaginare in modo realistico qualcosa.

La corteccia prefrontale mediale

e' deputata a funzioni regolatrici: modula i processi corporei (supervisionando l’attività del tronco encefalico),

encefalico),

ci permette di fermarci prima di agire,

di sperimentare insight ed empatia, di elaborare giudizi morali.

​​La corteccia prefrontale mediale è in contatto diretto con le altre tre aree: sistema limbico, tronco encefalico, corteccia.

Non solo, possiede anche percorsi funzionali che ci mettono in contatto con il mondo sociale delle altre persone intorno a noi.

Per questo svolge una funzione chiave nell’integrare

 

 

APPRENDIMENTO

modificazione del comportamentoe degli animali in seguito al passaggio di informazioni dalla interazione con l'ambiente oppure come conseguenza di una o piu' esperienze vissute. 

 

MEMORIA

IL PROCESSO CON CUI UNA O PIU' INFORMAZIONI VENGONO CONSERVATE E/O  RICHIAMATE.

Per imparare un pezzo a memoria, nel cervello, in particolare nell’ippocampo, devono avvenire dei cambiamenti plastici: il testo viene «tradotto» in nuove sinapsi e questo permette di conservare e richiamare il brano al momento desiderato.

Ogni volta che una nuova memoria viene creata, consolidata e conservata, nell’ippocampo interviene BDNF (Brain-Derived Neurotrophic Factor), una molecola di cui si e' parlato in relazione all’invecchiamento e alle malattie neurodegenerative.

BDNF ha molte funzioni: regola la plasticità e la memoria, controlla la crescita dei dendriti e la formazione delle sinapsi, interviene nella maturazione dei neuroni e ne garantisce la sopravvivenza.
Non solo, BDNF è anche la molecola che induce la nascita di nuovi neuroni nell’adulto: infatti, anche se la maggior parte dei neuroni si forma prima della nascita, esistono due zone che continuano a produrre per tutta la

 


l’attività fisica induce la produzione di BDNF nell’ippocampo. Infatti, in molti studi condotti sia


Un ultimo effetto dell’attività fisica riguarda la risposta allo stress. Ogni volta che l’organismo sperimenta una situazione di tensione, attiva una risposta che culmina con la produzione del cortisolo e altri ormoni dello stress. Questi agiscono su diverse parti del corpo, attivando la risposta «congela, combatti o fuggi», descritta originariamente in inglese come risposta delle tre F: freeze, fight or flight.
Benché molto utile per salvare la vita in caso di pericolo imminente, l’attivazione continua della risposta allo stress è deleteria per la salute dell’organismo.

Nel cervello, ad esempio, l’esposizione per un periodo prolungato agli ormoni dello stress induce danni nell’ippocampo, soprattutto a livello dei dendriti che diventano più corti e meno ramificati.

Evidenze sperimentali negli animali dimostrano che l’attività fisica contrasta la risposta allo stress e protegge i neuroni dell’ippocampo dalle lesioni indotte dagli ormoni coinvolti.

Sono quindi almeno tre i meccanismi con cui l’attività fisica protegge il cervello e favorisce la plasticità:

1) agendo su BDNF,

2)sull’infiammazione

3)e sulla risposta allo stress.

Ecco perché l’esercizio fisico è considerato il motore della plasticità!

L'uomo muove il corpo troppo poco rispetto a quanto ne avrebbe bisogno per stare bene fisicamente ma anche, come vedremo, per far dialogare in modo corretto le diverse aree del suo cervello..

INVECCHIAMENTO.

 

 

 

Il declino cognitivo tipico dell’invecchiamento e' molto specifico e riguarda solo particolari funzioni.

A questo sottile deterioramento di alcuni domini cognitivi corrispondono, nel cervello, delle modificazioni strutturali altrettanto piccole e specifiche.

Non si registra una perdita massiccia di neuroni, né un esteso deterioramento delle sinapsi, ma piuttosto micro-cambiamenti selettivi della morfologia dei dendriti, delle connessioni cellula-cellula, dell’espressione genica e di altri fattori che producono un effetto sulla plasticità del cervello.


Le due regioni più colpite durante l’invecchiamento sono la corteccia prefrontale e l’ippocampo, in cui si evidenzia una perdita di materia grigia dovuta in particolare a cellule più piccole e meno connesse tra loro.

Non è un caso, quindi, che i domini cognitivi maggiormente affetti dall’invecchiamento siano la memoria e le funzioni esecutive, dal momento che la prima dipende dall’integrità dell’ippocampo e la seconda dalla corteccia prefrontale.

Anche la materia bianca si modifica a causa dell’invecchiamento e, dopo i settant’anni, si assottiglia fino al 20%, rendendo più lenta la trasmissione degli impulsi nervosi. Una delle conseguenze è la riduzione di plasticità nelle aree coinvolte. Un cervello «normale» è un organo capace di modificarsi efficacemente sulla base delle esperienze. A causa dell’invecchiamento, però, il cervello diventa sempre meno plastico. 

LA MEMORIA PROCEDURALE E STRESS.

IL CERVELLETTO E' L'AREA CEREBRALE DEPUTATA AL CONTROLLO MOTORIO

ED

ALLA MEMORIA PROCEDURALE

OSSIA AL

 

SAPER FARE

( COMPROMESSO DALLO STRESS)

Nel cervello, ad esempio, l’esposizione per un periodo prolungato agli ormoni dello stress induce danni nell’ippocampo, soprattutto a livello dei dendriti che diventano più corti e meno ramificati. Evidenze sperimentali negli animali dimostrano che l’attività fisica contrasta la risposta allo stress e protegge i neuroni dell’ippocampo dalle lesioni indotte dagli ormoni coinvolti. Sono quindi almeno tre i meccanismi con cui l’attività fisica protegge il cervello e favorisce la plasticità: agendo su BDNF, sull’infiammazione e sulla risposta allo stress. Ecco perché l’esercizio fisico è considerato il motore della plasticità!

 

IL CERVELLETTO,CHE COSTITUISCE IL 10% DEL CEVELLO RIUSCIAMO :

1) COORDINARE IL MOVIMENTO

 

2) MEMORIZZARE SEQUENZE MOTORIE COMPLESSE